Negli ultimi giorni, ha avuto
luogo un ampio dibattito sui mezzi di stampa locale e sui social network, a
proposito dei provvedimenti annunciati dal sindaco Fassino per contrastare
alcune criticità del quartiere di San Salvario, legate sia all’annosa questione
della movida (o “malamovida” come la definiscono molti), sia a quella dello spaccio
e dell’ordine pubblico in generale.
Vi sono state, in particolare,
diverse prese di posizione autonome di svariati esponenti del PD locale, sia
dirigenti politici sia membri dello stesso gruppo consigliare che hanno
espresso dei giudizi personali in merito. Pertanto, mi premeva proporre, a mia
volta, la mia opinione che, peraltro, essendo io capogruppo, è assolutamente
coerente con quella assunta dal gruppo consigliare del PD.
Più specificamente, le proposte
del sindaco si articolano in
- Limitazione degli orari di apertura dei locali, fino all’1 nei giorni feriali, alle 2 nei festivi.
- Implementazione di un servizio di pattugliamento “interforze”, con un presidio fisso dei Vigili Urbani che stazionerà in Largo Saluzzo, caratterizzato da grande visibilità, che batterà il quartiere dalle 21 alle 0 e continuerà per il resto della notte, mediante pattugliamento in borghese.
Qualcuno ha bollato la prima
proposta come “antieconomica” e la seconda come “militarizzazione”.
Personalmente, ritengo tali
misure assolutamente apprezzabili e condivisibili, principalmente perché, come
già ricordato, appieno coerenti con la posizione ufficiale del gruppo del partito
Democratico, frutto di una faticosa sintesi operata in gran parte dal
sottoscritto: http://rcgtassone.blogspot.it/2014/03/quadrilatero-di-san-salvario-necessarie.html
e http://www.ottoinforma.it/?p=10450.
In particolare, tra le nostre
proposte, spiccava quella di procedere con la limitazione degli orari dei
locali che maggiormente creano disturbo. Non si tratta esattamente di quanto
annunciato dal sindaco, perché il provvedimento riguarderà TUTTI i locali, ma
certo questa proposta contiene la nostra e va nella stessa direzione.
Per quanto riguarda il tema dell’ordine
pubblico, la nostra richiesta esatta era la seguente: “richiedere, nei
confronti della Autorità di Pubblica Sicurezza, a cominciare dal Prefetto (già
più volte sollecitato), che la zona “calda”, nei giorni e nelle fasce orarie
interessate dal problema, venga presidiata in modo costante e continuativo da
parte delle forze dell’ordine, e non solo con interventi ‘una tantum’. In
particolare, si richiede la presenza di un Posto di Polizia Mobile che stazioni
presso Largo Saluzzo”. Ora, mi pare di tutta evidenza come la proposta del sindaco
circa il nuovo servizio di pattugliamento, sia la quasi testuale citazione
della nostra richiesta!
Ritengo ora necessarie due
considerazioni. Innanzi tutto, come spesso capita, principalmente a causa delle
inevitabili semplificazioni giornalistiche, a volte si tende a fare una certa
confusione su alcuni temi. La movida e lo spaccio sono due fattispecie diverse,
a cominciare dalla differente collocazione: la movida è un fenomeno alquanto
localizzato in una specifica area del quartiere (il quadrilatero), mentre lo
spaccio ed altri fenomeni di microcriminalità riguardano, purtroppo, una
porzione ben più vasta del territorio di San Salvario (e non solo), tra cui
anche la zona sud. Allo stesso tempo, è indubbio che la dinamica del quartiere
è fortemente interconnessa, e, per quanto riguarda l’area del quadrilatero, i
due fenomeni, insistendo sulla stessa area, non possono che essere trattati dall’amministrazione
in modo integrato.
In secondo luogo, non credo che
alcuno possa realmente ritenere che questi provvedimenti, anche se efficaci,
possano risolvere definitivamente i problemi della movida e della sicurezza del
quartiere. Eppure sono un primo passo importante.
Perché il cuore della questione
politica è quello espresso in una frase del Sindaco Fassino, come riportata,
nei giorni scorsi, da un quotidiano: “Garantire il diritto al riposo è una
nostra responsabilità”. Ed allora, la priorità di un amministrazione (che si
dice di sinistra), quale dovrebbe essere? Garantire il diritto alla salute (e
quindi al sonno), al decoro urbano ed alla sicurezza, oppure il diritto al
divertimento ed alla libera impresa economica? Credo che questi provvedimenti
possano essere una prima, parziale risposta.
Riccardo Tassone
Capogruppo Partito Democratico, Circ. 8